Parrucca tendenza 2009-2a parte

‘Bob, frange, tinte shock: va in scena la metamorfosi effimera” la chiarissima Claudia Schiffer in una misteriosa maschietta anni Venti. «È l’accessorio perfetto, ti da lo stesso brivido di appa-gamento di un paio di scarpe nuove. Ti regala capelli sempre a posto, solo più corposi e meglio pettinati dei tuoi», racconta Daniela Bianchini, direttore del mensile Amica. «Di solito, la scelgo vicina al mio colore originale, solo un po’ più lunga o un po’ più corta, e la porto con estremo piacere. La mia prima volta? Una quindicina di anni fa, al reparto specializzato delle Galeries La-fayette di Parigi: mi avevano colpito la locandina del film Modesty Blaise di Joseph Losey, dove Monica Vitti sfoggia un’insolita capigliatura nera, e le signore sofisticate con chignon postiche che vedevo uscire dagli hotel di Piace Vendòme». In genere, chi è predisposta verso quest’ultimo oggetto dei desideri, ha una goccia di eccentricità nel Dna: nella sua storia c’è sempre una mamma, una zia, un’amica più grande con la stessa passione. «Quand’ero bambina, mia madre organizzava soirée faraoniche e vi si preparava con molta cura. Lei, capelli corti rossi, osava acconciature stravaganti e rigorosamente “finte”: cotonature Settecento, ciocche nero inchiostro con punte blu alla David Bowie o platino alla Patty Pravo», dice Chiara Benellì, grafica. «Risultato: la mamma in persona mi ha regalato cinque anni fa una parrucca a caschetto rosa caramella, che uso quando suono con il mio gruppo. O per andare alle feste». Già. Rosa fluo, come quella della go-go-girl Natalie Portman in Closer





































