La Fabbrica dei capelli – parte 2

Parte 2
Per quantificare la performance di un colorante sui capelli grigi, si fotografa il capello prima e dopo la colorazione: minore è il contrasto dopo il colore, migliore è la copertura di grigio. Adiacente al magazzino dei capelli c è la stanza dove i ricercatori tingono, lavano, asciugano i campioni di capelli con simulazioni che prendono in considerazione ogni singolo dettaglio, acqua compresa: «Abbiamo dei mineralizzatori che riproducono in apposite taniche la stessa durezza di acqua che si può trovare a Londra, Parigi o Madrid. Facciamo anche delle prove simulando la diversa velocità di acqua che potrebbe scendere se una donna si lava al lavandino o sotto la doccia», spiega Joanne Hillier, ricercatrice scientifica nel laboratorio di Ricerca e Sviluppo. Si eseguono poi prove sulla temperatura dell’acqua, con lavaggi dai 20 ai 30 gradi, per lo stesso numero di volte che corrisponde alla media di lavaggi che una donna esegue prima di colorarli di nuovo, di solito sei settimane. Nella sezione “prove phon”, dopo aver risciacquato i capelli tinti, si procede all’asciugatura, simulando tempo e temperatura. Al termine le ciocche tinte vengono analizzale con uno spettrofotometro per valutarne la lucentezza e monitorare nell’arco di sei settimane quanto velocemente il colore sbiadisce. Ma c’è anche un addetto che si occupa di danneggiare i capelli con soluzioni di ammoniaca: «Utilizzare campioni di capelli danneggiati replica la realtà più diffusa: la maggior parte delle donne tinge capelli già colorati», spiega Hillier.





































