Parrucche tendenza 2009

Parte 1
Dalle passerelle alla realtà di tutti i giorni,passando per il cinema,è di nuovo il momento d’ora della parrucca. Per un rapido cambio d’identità.
Se esistesse un Time della moda, a chi andrebbe il prestigioso riconoscimento di “personaggio dell’anno” per il 2009, con annessa copertina?Non a uno stilista, né a una top model né, tanto meno, a un fashion manager da griffe quotata in borsa. Ad aggiudicarselo sarebbe, a sorpresa un “objet fètiche” caduto nel dimenticatoio dopo un paio di decenni dì gloria, gli anni Sessanta e Settanta: la parrucca. Non una parrucca qualunque, ma il bob nero, con invalicabile frangia-barriera a piombo sul naso di Yves Saint Laurent collezione autunno-inverno. Un colpo di testa (e di genio) di Stefano Pilati, alla direzione artistica della maison, in combutta con il mago delle acconciature Julien D’Ys. «Per realizzare l’idea di Stefano, mi sono ispirato ai tagli di Vidal Sassoon, poi ho cercato a New York caschetti di capelli fini, vinilici. Volevo teste scolpite e lucide come il gloss», racconta l’hair maker preferito dai fotografi e dagli artisti più immaginifici del mondo, Madonna compresa.
Detto, fatto. Le wig corvine della passerella di Yves Saint Laurent conquistano a raffica cover di magazine specializzati, blog e siti modaioli. Lanciato il trend, la prima vittima illustre è stata il kaiser dello chic Karl Lagerfeld. Che, prima ha fatto sfilare i preziosi abiti Chanel Haute Couture con armoniosi carré alla Zelda Fitzgerald, poi ha imposto un caschetto cenere alla supertop Raquel Zimmerman, testimonial di Fendi (Lagerfeld è l’anima artistica di entrambi i brand). Una cosa è certa, il subitaneo cambio di identità è assicurato, basta gettare uno sguardo alla nuova campagna pubblicitaria Chanel prét-à-porter: una frangetta nera posticcia trasforma.





































