Dalla Brooks alla Carfagna, 100 anni del caschetto

A cento anni dalla nascita del caschetto, rivoluzionario taglio di capelli proposto nel 1909 per la prima volta dal parrucchiere Antoine, sfoggiato con impudenza da Louise Brooks, il successo di questa acconciatura non accenna a diminuire.
«Lunghi so gestirli: con una coda di cavallo o una treccia sono sempre in ordine. E sto bene con me stessa». La campana con caschetto più celebre d’Italia è probabilmente il ministro Mara Carfagna, pizzicata dai giornali di gossip finanche dal parrucchiere che le sfilzava il carrè che lei porta cortissimo. Ma è una scelta relativamente recente la sua, che a lungo ha portato i capelli sulle spalle.
E’ invece una fedelissima di vecchia data al caschetto l’assessore provinciale di Napoli Giovanna Martano. «Confesso, lo trovo intrigante, oltre che pratico. Odio le spazzole — ammette — e le perdite di tempo e poi con i capelli alla giapponese che ho, liscissimi, lunghi farebbero molto ’’madonnina’’ » . Una soluzione alternativa è quella proposta da Valeria Barbaro. «Ho i capelli lunghi, ma sopra ci piazzo la parrucca. Ne ho di tutti i colori — verdi, rosa, gialle, blu — e ne vendo anche tantissime. Sono sempre in ordine e in tono con smalto e vestiti. Pronta ad uscire». Altro che il carrè di Mafalda, la bimba del fumetto di Quino. Mai che si sia trovata una spazzola, una piastra o una parrucca a portata di mano. Perché il caschetto non si improvvisa, pena l’effetto cespuglio.





































