Dal parrucchiere anche con la crisi

Gli italiani e il parrucchiere: anche in tempi di crisi gli italiani non rinunciano a curare la propria persona, frequentano di meno, rispetto agli anni scorsi i saloni di bellezza e di acconciatura, ma taglio e servizi per stare in ordine non si toccano. Anche se 26 milioni di italiani passano davanti ai saloni del parrucchiere senza entrarvi. E’ quanto e’ emerso da un indagine Nielsen su 17 mila consumatori presentata nel convegno ‘Evoluzione e benessere. Opportunita’ e rischi per gli operatori della bellezza’ promosso a Genova, nel Salone della Borsa, da Confartigianato, nell’ambito della settimana ‘Wellnes and beauty Week’, patrocinata dalla Regione Liguria
In sintesi, dai dati che riguardano i parrucchieri risulta che il 99 per cento delle donne e il 79 per cento degli uomini si dedica alla cura dei capelli. Rispetto al 2005 calvi e rasati registrano un aumento del 2 per cento. Analizzando i dati della ricerca, il 12 per cento ricorre al fai-da-te, il 22 per cento della popolazione non calva non si reca in salone, preferendo i servizi a domicilio, nell’abitazione di un parrucchiere o comunque in altre sedi (ma c’e’ chi ha preso spunto da questo dato anche per parlare di abusivismo), mentre il 78 per cento lo fa. Per il 18 per cento delle donne andare in un salone e’ un piacere, il 37 per cento lo considera un piacere motivato dal dovere, per il 43 per cento degli uomini e’ invece solo un dovere. Il dato che piu’ suscita interesse fra gli operatori del settore e’ quello di una tabella che, incrociando i dati, fa sapere che ci sono 26 milioni italiani che, pur non essendo stati tutti coinvolti dalla crisi, non frequentano i saloni.
Fra le motivazioni di quest’ultimi: sono troppo cari (30 per cento), si arrangia da solo o in famiglia (30), piu’ comodo un parrucchiere a casa (17 per cento), meglio andare a casa sua (9 per cento), i parrucchieri non fanno mai i capelli come si richiedono (6 per cento), hanno orari troppo scomodi (5 per cento), non piace l’atmosfera che si respira dal parrucchiere (5 per cento). Il convegno e’ stato anche l’ occasione per affrontare le numerose problematiche a livello nazionale e locale che coinvolgono gli imprenditori del benessere, fra cui l’abusivismo.





































